Mission Statement 

by Andreas Nitsche (tradotto da Paolo Tacconi)

La democrazia interattiva con “Liquid Democracy”

Democrazia liquida

Iniziamo citando Alexander Hamilton che, nel 1788, disse: "E 'stato affermato da un deputato che una democrazia pura, se fosse possibile, sarebbe il governo perfetto." Con questa frase volle mettere a confronto la democrazia pura con quella proposta dalla Convenzione costituzionale americana a Filadelfia. La repubblica che stavano disegnando doveva essere quello che noi chiamiamo oggi una democrazia rappresentativa.

Una democrazia rappresentativa è fondata su individui eletti in rappresentanza del popolo. Di solito si sceglie un rappresentante (un individuo o un gruppo) per un tempo determinato, ma se il cittadino cambia idea durante il periodo non può fare molto. Questi rappresentanti di solito portano un programma politico. Se il cittadino non ne approva completamente gli obiettivi è necessario che accetti dei compromessi.

D'altro canto, una democrazia pura (o diretta) può essere meno efficiente, è ritenuta impraticabile su larga scala ed i suoi pericoli sono conosciuti sin dai tempi di Platone. Detto questo, molte persone, oneste o meno, sostengono l'ideale di una democrazia pura. Le nuove tecnologie come Internet potrebbero metterla a portata di mano. Naturalmente questo è solo un aspetto tecnico. La domanda che emerge è: ma i cittadini sarebbero in grado di decidere su ogni questione? Potrebbero smettere di partecipare? Potrebbero essere prese decisioni superficiali? - "Buona idea, voto a favore!".

È qui che entra in gioco l'idea di base della democrazia liquida: un elettore può delegare il suo voto a un fiduciario, tecnicamente un intermediario (proxy) temporaneo. Il voto può essere ulteriormente delegato ad un intermediario dell'intermediario, in modo da produrre una catena di deleghe basate sulla fiducia. Tutte le deleghe possono essere create, modificate o revocate a seconda dell'argomento di discussione. Per esempio, io voto per le questioni ambientali, ma Anne mi rappresenta per la politica estera. Mike mi rappresenta in tutte le altre aree ma posso cambiare idea in qualsiasi momento.

Chiunque può scegliere il suo livello di partecipazione, la possibilità va dall'estremo della democrazia pura, all'estremo opposto della democrazia rappresentativa. In sostanza, ciascuno partecipa alle decisioni a cui è interessato, ma per tutti gli altri argomenti dà la propria delega a qualcuno che agisca nel suo interesse. Ovviamente si possono fare scelte sbagliate, di tanto in tanto, ma è sempre possibile cambiare idea.

Il progetto LiquidFeedback

LiquidFeedback è un sistema online per discutere e votare sulle proposte. Attualmente è utilizzato per le decisioni interne di partiti o di organizzazioni. È utilizzato nel processo che porta a raggiungere una decisione finale partendo dalla presentazione di una bozza iniziale. Discutere un problema prima di votare aumenta la consapevolezza dei vantaggi e degli svantaggi, delle opportunità e dei rischi, e permette alle persone di valutare le alternative e di suggerirne altre.

Esso combina il concetto di confronto non-moderato e auto-organizzato (quantificato, e con feedback costruttivo) con quello di la democrazia liquida (con delegati). Seguendo l'idea di democrazia interattiva, LiquidFeedback crea un canale di comunicazione tra elettori e rappresentanti (in questo caso soci o membri di un consiglio), fornisce risultati affidabili su quello che i soci vogliono e può essere utilizzato per informare, ricevere suggerimenti o ricevere direttive, in base alle esigenze organizzative o alle leggi vigenti.

Questo sistema permette a tutti i membri di partecipare non solo votando, ma anche sviluppando idee. Al tempo stesso, aiuta i membri del consiglio a capire ciò che la maggioranza vuole veramente, così da prendere le decisioni giuste e responsabili sulla base del "voto popolare".

LiquidFeedback è stato sviluppato dal Public Software Group di Berlino. E 'disponibile sotto la licenza del Massachusetts Institute of Technology (MIT), simile alla BSD 3 (clause license of the University of California in Berkeley). Quindi il software è praticamente gratuito per tutti. Già nel 2009 la spinta iniziale per il suo sviluppo è nata da un partito politico emergente, con lo scopo di evitare una gerarchia rappresentativa classica. I membri del consiglio del Partito Pirata di Berlino hanno voluto assicurare ad ogni membro del partito la possibilità di partecipare alle idee e alle decisioni.

Anche se vogliamo che tutti possano partecipare allo sviluppo di idee, crediamo che in primo luogo molte bozze di iniziative saranno create da piccoli gruppi o dai singoli membri. Questo non sarà un problema, considerando che

  • ognuno può conoscere le nuove iniziative
  • tutti possono contribuire dando suggerimenti
  • ognuno può creare delle iniziative alternative
  • tutti possono votare, alla fine
Ogni membro può creare un'iniziativa. Durante il periodo di discussione i promotori pubblicizzano le loro proposte ed ottengono un riscontro sul livello di interesse che stanno ricevendo all'interno dell'organizzazione.

Inoltre, gli autori ricevono suggerimenti per perfezionare la loro iniziativa. Questi suggerimenti saranno valutati soprattutto in base all'approvazione che avrebbe la loro accettazione o il loro rifiuto. Per ovvie ragioni, solo i creatori dell'iniziativa possono decidere se un suggerimento sarà accolto o meno. Un suggerimento potrebbe essere integrato in modi molto diversi. Quindi, dopo la pubblicazione della nuova bozza dell'iniziativa, i membri potranno dire se secondo loro l'integrazione è coerente o meno con il suggerimento iniziale.

Dato che vogliamo che tutti lavorino per lo stesso obiettivo, nell'ambito di una iniziativa è possibile solamente un feedback costruttivo. Non ci si possono aspettare miglioramenti da parte di persone che pensano che l'idea sia sbagliata in partenza. Chi si sente profondamente in disaccordo dovrebbe creare una iniziativa alternativa oppure votare “No” al momento del voto.

Non vogliamo forzare le persone al compromesso nel caso che non siano d'accordo, né vogliamo favorire un voto condizionato dalle maggioranze probabili (cioè, nessuno che vuole votare per A dovrebbe essere indotto a votare per B solo perché B ha maggiori possibilità, mentre C è un'opzione molto peggiore). Devono contare solo gli obiettivi politici, quindi agli elettori è permesso dare delle preferenze.

Intenzionalmente non abbiamo moderazione e non devono esistere trattative nascosta con i creatori delle iniziative. Di conseguenza, potranno nascere i cosiddetti cloni cioè iniziative molto simili, con differenze apparentemente minori ma che possono essere importanti per alcuni elettori. I cloni non dovrebbero nuocere all'idea di base (senza necessariamente supportarla). Per questo motivo abbiamo implementato un sistema di voto molto avanzato basato sul Cloneproof Schwartz Sequential Dropping (CSSD), noto anche come metodo Schulze.

Infine, ci basiamo sulla tracciabilità per garantire l'integrità (coerenza). Questo è ciò che noi chiamiamo anche trasparenza (nel senso politico del termine).

Prospettive ed efficacia

Ci aspettiamo che le decisioni sintetizzate con la democrazia liquida siano utilizzate per influenzare il processo decisionale dei rappresentanti politici. L'impatto sarà anche maggiore se i risultati saranno riconosciuti come affidabili e indiscutibili.

Anche se i risultati non sono giuridicamente vincolanti e valgono solo come indicazione per un rappresentante (o membri del consiglio), non ci deve essere alcun dubbio che essi esprimono la volontà dei partecipanti. Per soddisfare questo requisito ci devono essere regole indiscutibili su quando e come una decisione è presa.

Inoltre, se i risultati sono destinati a rappresentare il parere di un dato gruppo, ci deve essere un accordo all'interno del gruppo di utilizzare un sistema specifico e ogni membro del gruppo (e nessun altro) deve avere accesso al sistema con uno ed un solo account.

Tutta l'esperienza che abbiamo acquisito negli ultimi mesi dimostra la gente partecipa quando sa che conta. E i rappresentanti diventano consapevoli della volontà dei partecipanti, piuttosto che rendere conto a maggioranze silenziose.

... every man is a sharer... and feels that he is a participator in the government of affairs, not merely at an election one day in the year, but every day. ... Ogni uomo è fatto per partecipare... e si sente partecipe del governo delle cose, non solamente il giorno all'anno in cui vota, ma ogni giorno. Thomas Jefferson